I miei angoli di Paradiso

Gli angoli di paradiso sono gli odori di brace ancora calda,nonostante l’estate che è entrata a gamba tesa. Sono i bambini che giocano con una straordinaria normalità tra le vie di un paese sempre in festa. Gli angoli di paradiso sono i sorrisi e le mani che fanno a gara per stringere le tue…sono i colori di popoli che si mischiano e sono i sapori che si differenziano. Gli angoli di paradiso sono case che si affacciano a strapiombo sulla collina… sono alberi e strade… pastori e bestiame… sono chiodi che escono dai muri,tradizioni. I miei angoli di paradiso sono scale di pietra,ripide,da percorrere con attenzione… ma sulle quali potersi sedere in cima…. e respirare…

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…fino all’ora malinconica…

Sotto i tassi neri che li ospitano,
i gufi stanno come dei esotici
schierati tutti in fila, saettando
a tratti l’occhio rosso. Meditano.
Senza muoversi così staranno
fino all’ora malinconica
quando,spingendo via l’obliquo sole,
le tenebre si stabiliranno.
Al saggio dice il loro atteggiamento
che a questo mondo deve aver paura
del tumulto e del movimento;
l’uomo attratto da un’ombra che si sposta
paga sempre con pena sicura
l’aver voluto cambiar di posto.
(Charles Baudelaire)

“Io so fare solo catenelle”

Il primo amore non si scorda mai è vero,ma il secondo credo sia quello che ci portiamo dentro per il resto della vita. Ho realizzato il mio primo cartamodello (di una gonna se non ricordo male) piú o meno verso i 7 anni. In totale solitudine presi il matitone rosso e blu e qualche foglio da sarta che mia madre usava nei suoi corsi,e iniziai a disegnare righe e curve con precisione e grande talento (vista la tenera età). Ma accantonai ben presto questo mondo… mi annoiava e parecchio. Qualche anno dopo, frugando nei cassetti stracolmi di cose dimenticate, trovai un vecchio uncinetto collegato al gomitolo di cotone da un accenno di lavoro mai realmente iniziato. Ecco, in quel preciso momento è scattata la scintilla,inspiegabile e del tutto fuori luogo. Sentii il cuore battere alla velocità della luce e le mani che fremevano; volevo e dovevo imparare ad usare quell’aggeggio mezzo arrugginito… corsi da mia madre! “Voglio imparare ad usarlo,e finire il lavoro iniziato”. Sconforto totale : ” io so fare solo le catenelle, non so nemmeno perché è qui e chi lo ha messo, sarà stato di zia bho…” rispose mia madre. Ok sconforto e mistero: come e dove avrei mai potuto imparare e chi o cosa aveva portato quell’uncinetto attaccato al gomitolo con un lavoro appena iniziato?!?!

Non esisteva YouTube, ne i suoi favolosi tutorial…ma esistevano le edicole e i milioni di giornali e libri con spiegazioni di tutti i punti; e cosi, spendendo un patrimonio, iniziai a studiare ogni cosa, interi pomeriggi. Non ricordo bene la sfilza di 2che presi a scuola in quel periodo…ma in fondo di studiare studiavo, non ciò che magari chiedevano i professori però sempre studio era.

Il mistero dell’uncinetto nel cassetto non è stato mai risolto… ma in compenso ho terminato il lavoro che chissà da quanto e da chi era stato iniziato. Resta,nonostante gli anni e le tantissime cose realizzate,il mio lavoro più bello…il più sudato…di sicuro quello che amo di più…

Certe cose le hai nel sangue…

Certe cose le hai nel sangue, ci nasci…Nelle vene scorrono più fili e aghi che sangue, da sempre…Mia nonna era sarta, ma non una sarta qualsiasi, era una “Masta”, una di quelle che lo faceva per professione riuscendo a sfamare cosi una famiglia anche numerosa.Insegnava nelle scuole della provincia l’antica arte del “Taglio e Cucito”; partiva la mattina presto con ogni mezzo che l’epoca metteva a disposizione, e trasmetteva l’immenso amore per il cucito ricambiata dalla stima e dall’affetto praticamente di tutti.Da piccolissima ho conosciuto l’odore forte ed inconfondibile dell’olio Singer…quell’odore ancora oggi resta l’odore della mia nonna, il suo profumo. Entrando dentro casa ti accoglieva tra le sue braccia e poco importava se ogni volta sapevi che ti saresti punta..l’avresti abbracciata comunque e lei comunque si sarebbe scordata di togliere l’ago che si appuntava sul petto,vicino al cuore,sempre.Passavo molto tempo li, e seppur distratta dalle mille cose che passano in testa ad una bimba, il mio occhio era sempre pronto a captare…piegava la stoffa con le unghie,mi dava fastidio il rumore..poi l’imbastitura..che tirava con decisione…milioni di fili che si attaccavano ai vestiti…il rumore delle forbici…il gessetto che scriveva solo se lo usava lei…e poi….e poi il suono della macchina da cucire, inconfondibile e costante…risuonava per tutta casa…ed io, pur non sapendo perchè, ero felice.

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Follia

Eccoci finalmente, coraggio o follia a portata di mano,ho deciso di aprire questa pagina per condividere una delle mie più grandi passioni: dar vita a nuove cose…!!! Milioni d tentativi sbagliati e qualche soddisfazione, intere giornate dedicate ad un progetto o qualche genialata di pochi minuti…insomma ciò che importa è tenere allenata sempre la fantasia!!
Vai…si parte!!!!!30124877_188513785209203_3723522919469416448_n.jpg